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DICHIARAZIONE FINALE DELLA CONFERENZA
INTERNAZIONALE SINDACALE
ANNECY, FRANCIA, 29 SETTEMBRE – 1
OTTOBRE 2000
- Noi, i sindacalisti combattivi dalla parte della
classe operaia, che abbiamo partecipato nella Seconda Conferenza
Internazionale per la Solidarietà Sindacale, tenutasi in Annecy, in Francia, chiamiamo tutti quelli che sono
sottoposti allo sfruttamento dei monopoli e dell’imperialismo a lottare ed
a dimostrare solidarietà internazionale.
- “Globalizzazione” e
“Nuovo ordine mondiale” sono espressione di sfruttamento e di aggressione capitalista
sempre in intensificazione. Gli interventi della NATO
e di altre istituzioni imperialiste nei paesi sovrani costituiscono una
grave minaccia alla pace nel mondo.
- L’Unione capitalista in Europa e la globalizzazione imperialista in generale sono
progettate per promuovere il libero movimento di capitali, merci e
servizi, e per consolidare il fronte capitalista, portando con sé una
crescente disoccupazione, povertà ed ingiustizia sociale. Di fatto, gli
avanzamenti scientifici e tecnologici e la ricchezza prodotta dai
lavoratori crea le basi per la soluzione dei problemi dei lavoratori e per
il miglioramento delle condizioni di vita dei popoli a livello
internazionale.
- Tuttavia, questa ricchezza e questi sviluppi sono
usati come strumenti per aumentare i profitti capitalistici. L’aspirazione
dei lavoratori ad utilizzarli per il benessere dell’umanità deve vedersela
con le barriere e l’egemonia dei monopoli che accumulano capitali
sfruttando al massimo i lavoratori. I capitalisti incrementano i loro profitti mentre milioni di persone sono ridotte alla
fame e milioni sono privati delle minime condizioni di vita.
- Il futuro della classe lavoratrice e dell’umanità
non sta nel capitalismo. Rivendicazioni ed aspirazioni per la difesa dei
diritti esistenti e per guadagnarne di nuovi, per radicali trasformazioni
sociali e politiche e per la eliminazione dello
sfruttamento dell’uomo sull’uomo stanno diventando sempre più vitali.
- La classe operaia del mondo si trova di fronte ad una intensa campagna di attacchi fatti dal capitale e
dai suoi rappresentanti politici, volti a liquidare i diritti conquistati.
Dietro a questo ondata di attacchi neoliberisti
quello che appare chiaro è la crisi del capitalismo e la feroce
competizione tra monopoli per aumentare i profitti.
- Vediamo oggi più chiaramente le conseguenze
negative imposte sulla classe lavoratrice dopo il collasso del blocco
orientale. Prima di tutto, il diritto al lavoro è sotto minaccia. La
disoccupazione, una caratteristica intrinseca del capitalismo, che è stata
un fenomeno sociale per un lungo tempo, sta aumentando. I salari reali
sono diminuiti drammaticamente. I diritti sociali vengono
scippati e il sistema di welfare è lasciato alla mercé del capitale. Le imprese
pubbliche vengono privatizzate. I servizi
pubblici come salute ed educazione stanno
diventando merci. L’ambiente è sotto minaccia. Le condizioni di lavoro si
stanno deteriorando è stanno andando sempre di più a discapito della
classe operaia e dei lavoratori in generale. Nuove forme di lavoro per
intensificare lo sfruttamento stanno emergendo: il lavoro precario sta
diventando una parte inseparabile delle condizioni di lavoro; la giornata
lavorativa sta aumentando. Una regolare giornata lavorativa, la sicurezza
del lavoro e i contratti collettivi sono sotto minaccia. I diritti
democratici e la libertà sono in fase di restringimento.
- Tutti questi sviluppi stanno, da una parte, portando
via i diritti ai lavoratori ma, dall’altra parte,
stanno espandendo il terreno per i lavoratori ad unirsi e lottare contro
il sistema, a livello nazionale ed internazionale. Per dire di più, ci
sono possibilità maggiori oggi per gli operai in ogni paese di unirsi con
varie sezioni di lavoratori come i contadini, i pubblici impiegati, i
lavoratori del commercio e gli artigiani nella lotta contro il capitale e
i monopoli. Il terreno per l’unità nazionale ed internazionale della
classe operaia e la sua alleanza con altre classi lavoratrici è
divenuto un fenomeno concreto e attuale come mai prima. La nostra
Conferenza è un piccolo ma importante passo in questa direzione.
- I sindacati collaborazionisti hanno giocato un
grande ruolo nello sviluppo negativo che c’è stato nel movimento
sindacale. Questo sindacalismo e i suoi rappresentanti sono i sostenitori
delle misure di ristrutturazione del capitale e delle politiche
anti-popolari dei governi socialdemocratici e conservatori.
Avendo abbandonato la lotta di
classe e la difesa dei diritti sociali, democratici ed economici delle classi
lavoratrici, la linea del collaborazionismo è diventata bancarotta. Questa
linea cerca di integrare i lavoratori nel sistema di sfruttamento.
Tutti coloro che hanno una linea
combattiva rifiutano e smascherano questa commistione con la classe nemica.
Essi difendono l’unità combattiva della classe operaia e organizzano i
lavoratori per la lotta contro l’imperialismo e i monopoli. Con questa
prospettiva, il sindacalismo combattivo deve coordinare le sue forze in tutta
Europa e in tutto il mondo per mettere in pratica la solidarietà internazionale
ed azioni comuni per ottenere le seguenti rivendicazioni e svolgere i seguenti
compiti:
1)
Nel difendere i diritti esistenti ed ottenerne di nuovi,
dobbiamo basarci sui diritti correlati alle retribuzioni, alle condizioni di
lavoro, alla sicurezza sociale, ecc. guadagnati come risultato delle lotte dei
lavoratori durante il XX secolo.
2)
Rivendichiamo il riconoscimento dei diritti dei
sindacati e delle libertà in ogni paese e la fine di tutte le legislazioni
anti-operaie ed anti-democratiche che mettono fuori legge o restringono il
diritto di sciopero, il diritto a contratti collettivi e all’attività
sindacale.
3)
Uno dei nostri obiettivi maggiori è di rinforzare i
nostri sindacati ed è nostro compito urgente dare supporto e organizzare
iniziative per aumentare i membri dei sindacati.
4)
Attiriamo l’attenzione per un più avanzato
coordinamento delle azioni dei lavoratori a livello nazionale ed internazionale.
5)
E’ uno dei nostri compiti opporci alla disoccupazione e
rendere i sindacati più sensibili al fatto che, senza riguardo alla razza,
lingua, religione, etc., i
disoccupati sono parte della classe lavoratrice. La nostra Conferenza attira
anche l’attenzione sull’importanza della lotta contro le misure politiche
imperialiste anti-operaie ed anti-popolari delle istituzioni come il Fondo
Monetario Internazionale, la Banca Mondiale,
il WTO, e il G7.
6)
Difesa della pace in Europa e nel mondo, abolizione dell’Alleanza
atlantica e della Nato, la lotta per il ritiro delle
forze imperialiste da ogni paese del mondo, soprattutto dai Balcani,
Iraq, Medio Oriente ed Europa, sono le rivendicazioni che il movimento
sindacale non può fare a meno di vedere.
7)
E’ la domanda internazionale dei lavoratori quella di
lottare per i diritti sociali, democratici ed ambientali, di opporsi alle
privatizzazioni e al forte carico fiscale, e il rigetto della mercificazione
della salute e dell’educazione attraverso la loro privatizzazione.
8)
Rivendichiamo le 35 ore e i 5 giorni lavorativi a
settimana e le 7 ore lavorative al giorno senza alcuna
riduzione delle paghe (la questione dell’orario può variare da paese a paese).
9)
Denunciamo il piegarsi del movimento sindacale al
grande capitale, e lottiamo contro la linea di conciliazione e le imposizioni
fatte ai nostri sindacati per collaborare con il capitale.
10) Abbiamo
messo in piedi un comitato che comprende i sindacalisti di diversi paesi per
coordinare le decisioni della conferenza a livello internazionale e svolgere il
lavoro preparatorio per la terza conferenza.
11) Ci
opporremo ai padroni, ai governi al servizio del capitale, alle decisioni della
Commissione di Bruxelles, ed eseguiremo il compito di supportare la
comprensione di un movimento sindacale combattivo.
12) La
nostra prima azione comune sarà messa in pratica durante la riunione dell’ILO a
Ginevra nel giugno 2001. Questo dovrebbe essere visto come la continuazione
delle attività intraprese in ogni singolo paese. Il nostro slogan comune sarà:
“Internazionalizziamo la nostra lotta
contro il nuovo ordine mondiale imperialista!”
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