Risoluzione della terza conferenza del sindacalismo internazionale

HOME PAGE

 

 

Risoluzione della 3^ Conferenza Sindacale Internazionale

tenutasi in Atene, Grecia, il 1-2 giugno 2002

 

 

Nel momento in cui gli attacchi capitalistici hanno raggiunto dimensioni enormi, noi, circa 250 sindacalisti e operai provenienti da 16 paesi europei, alcuni dei quali sono rappresentanti di importanti sindacati, ci siamo incontrati ad Atene il 1-2 giugno 2002 per discutere argomenti cruciali nel movimento sindacale, per analizzare le cause e la natura degli attacchi anti-operai e anti- popolari del capitale.

 

Noi crediamo che il radunarsi degli operai avanzati e dei sindacalisti combattivi di molti paesi europei, senza riguardo alla loro nazionalità, religione, lingua, genere e colore, per un mondo migliore e per un futuro senza sfruttamento capitalistico sia molto importante.

 

L’incontro di Atene è la continuazione dell’iniziativa che ha organizzato per la prima volta l’incontro di Oren, in Turchia, nel 1999 ed a Annecy, in Francia nel 2000. Questa Conferenza è ora ad un livello superiore in termini di partecipazione, rappresentanza e contesto, in confronto all’inizio. Porta con sé, tra l’altro, un potenziale per costituire un centro di lotta, dentro il movimento operaio e dei lavoratori.

 

Importanti sviluppi che principalmente colpiscono la classe lavoratrice, i suoi sostenitori più avanzati e le organizzazioni sindacali hanno avuto luogo nel periodo dopo l’ultima Conferenza.

 

Nell’ultimo decennio, il capitale internazionale  è stato in grado di respingere  le mobilitazioni anticapitalistiche organizzate dagli operai e dai popoli. E’ stato inoltre in grado di assicurarsi per i propri benefici quelle relazioni che producono anche la sua egemonia alle spalle della classe operaia e di tutti i lavoratori.

 

Anche nei paesi più sviluppati, le condizioni di vita e di lavoro degli operai si sono deteriorate, le paghe reali si sono ridotte e ci sono state notevoli perdite riguardo la sicurezza sul lavoro ed i diritti sociali. Le imprese pubbliche vengono privatizzate, il lavoro stabile ed a tempo indeterminato è rimpiazzato dalla “flessibilità”, la disoccupazione cresce giorno dopo giorno.

 

Gli attacchi contro gli operai ed i popoli oppressi si sono intensificati in seguito agli attacchi ai simboli dell’imperialismo statunitense dell’ 11 settembre. Gli imperialisti e il capitale hanno dichiarato i prossimi decenni come un periodo di guerra contro gli operai ed i popoli ed hanno cominciato a prepararsi al riguardo.

 

I diritti democratici che i lavoratori hanno guadagnato anni fa, sono in pericolo in tutti i paesi sotto l’apparenza esteriore della “lotta contro il terrorismo”. Le differenze di religione, razza, cultura e nazione sono coltivate dalle forze reazionarie.

 

Sebbene gli attacchi del capitale possano dimostrare caratteristiche locali, essenzialmente gli attacchi sono una sola e completa entità su scala internazionale.

 

La classe operaia, come la sola e unica classe internazionalista della società di oggi, deve rispondere sulla stessa scala internazionale con la sua lotta per i diritti e le libertà.

 

L’importante strumento nelle mani della classe operaia nella sua lotta contro gli attacchi imperialisti ed il saccheggio capitalista su scala internazionale sono i sindacati, in quanto principali centri di organizzazione di massa. Tutti noi sappiamo che, sebbene l’importanza dei sindacati nel movimento dei lavoratori e per il loro futuro è aumentato immensamente, i grandi sindacati in quasi tutti i paesi sono nelle mani di vari burocrati e collaborazionisti sindacali che appartengono a diverse tendenze borghesi-riformiste. Questo sta impedendo a molti sindacati di adempiere al loro vero ruolo come organizzazioni dei lavoratori, e sta permettendo alla borghesia di controllare i lavoratori.

 

Le direzioni burocratiche seguono fedelmente e fanno seguire a molti ed importanti sindacati la linea della collaborazione, del “dialogo sociale” e dei compromessi. Obbiettivamente, sono strumenti del capitale, sono strumenti della Unione Europea e sostenitori delle politiche del Fondo Monetario Internazionale.

 

Questa situazione pone un carico pesante sulle spalle dei lavoratori più avanzati, degli operai combattivi che hanno coscienza di classe e sui sindacalisti che sono dediti agli interessi dei lavoratori in ogni paese e rende ancora più importante la domanda degli operai per una linea classista delle proprie organizzazioni, in quanto centri di lotta.

 

Noi crediamo che sia nostro dovere basilare rafforzare i nostri sindacati, reclutare nuovi membri, rendere ancora più democratici i sindacati e permettere ai lavoratori di dire la loro sul come gestire i sindacati al fine di combattere gli attacchi e conquistare nuovi diritti.  

 

Vogliamo che i nostri sindacati diventino il centro della lotta contro ogni tipo di intervento imperialista, spese belliche, piani di atrocità preparati nel Medio Oriente e la guerra. Siamo solidali con il popolo palestinese in particolare, ed i popoli di tutti i paesi in generale, che sono sotto la minaccia degli imperialisti e lottiamo per espandere ed estendere la solidarietà.

 

I nostri sindacati devono diventare centri di lotta contro tutti i tipi  di leggi reazionarie, per prevenire la distruzione dei diritti democratici, che i lavoratori hanno guadagnato con il sudore e il sangue e come risultato di molti sacrifici, contro le pratiche discriminatorie che i lavoratori stranieri sono costretti a subire.   I partiti razzizti-fascisti e i movimenti  che stanno riapparendo devono essere respinti.

 

Tra i più importanti doveri che i nostri sindacati devono avere oggi c’è lo sviluppo della lotta contro la disoccupazione e la deregulation della vita lavorativa, la riduzione delle ore lavorative con mantenimento della  paga intera e la pratica di avere ore lavorative legali.

 

Privatizzazioni, mercificazione della salute e dell’educazione stanno prima di tutto colpendo i lavoratori e gli strati più poveri della società e stanno oscurando il futuro delle giovani generazioni.

 

Dobbiamo anche lottare per rafforzare lo sviluppo delle lotte messe in atto per fermare le privatizzazioni che si stanno attuando con vari pretesti, per il trasferimento dei fondi che sono stati assegnati per gli armamenti e la guerra all’educazione, alla salute e per avere migliori condizioni di vita per la società.

 

Il capitale, che costantemente sacrifica la natura per i suoi profitti e scopi egemonici, sta distruggendo le scienze e le tecnologie, l’eredità culturale che è patrimonio di tutta l’umanità, per i suoi propri benefici. 

 

Opporsi a questi attacchi è di vitale importanza, non solo per il bene dei lavoratori ma anche per il futuro di tutta l’umanità.

 

I nostri sindacati, che seguono la linea della lotta all’interno del movimento sindacale, comprendeno il grande valore del COORDINAMENTO E DELL’AZIONE COMUNE, di tutte le forze di classe in Europa e nel mondo intero. La semplice descrizione dei problemi e la formulazione di giuste conclusioni oggigiorno non è più sufficiente. AZIONE E LOTTA sono principalmente  necessarie ad un livello nazionale ed internazionale.

 

Noi, come partecipanti della 3^ Conferenza Sindacale Internazionale, tenutasi in Atene, siamo parte dei lavoratori d’Italia, che si sono sollevati per respingere gli attacchi del governo di Berlusconi; siamo i lavoratori della Grecia che hanno fatto scioperi generali con l’obiettivo di respingere la nuova legge sulla “sicurezza sociale” introdotta dal governo; siamo  i lavoratori dell’Inghilterra e del Belgio che lottano contro la privatizzazione delle ferrovie e della Sabena Airways; siamo i  lavoratori della Turchia che, nonostante tutte le difficoltà, danno  vita al diritto di organizzarsi in sindacato e lottare per avere contratti collettivi; siamo i lavoratori di Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Francia e Russia che versano in condizioni molto dure e difficili.

 

Il nostro sforzo globale è di rafforzare le lotte degli operai e dei lavoratori per ottenere i diritti, e ci battiamo per unirci con tutte le sezioni che lottano contro gli attacchi del capitale. Contro gli Imperialisti e la Nato. Contro l’Europa capitalista unificata.

 

Abbiamo formato il Comitato di Coordinamento con partecipanti di ogni paese per coordinare questa lotta, per agire tutti insieme e velocizzare il mutuo soccorso e scambiare esperienze tra  i lavoratori e per organizzare la nostra prossima Conferenza. Il nostro appello è a tutti i sindacalisti e lavoratori, che sono contro l’attacco del capitale, per impegnarsi in questa difficile ma preziosa iniziativa.

 

Rafforziamo i nostri sindacati, la nostra solidarietà ed unità contro gli attacchi del capitale. Rafforziamo l’azione comune per gli interessi della classe operaia e dei popoli. Gli imperialisti i  capitalisti non sono invincibili!.

 

Invincibili sono i popoli che lottano!

 

HOME PAGE